Sto per andare (finalmente) a trovare il mio amico d'infanzia Matteo, per vedere le sue gemelline. Un'altra emozione che aggiungo a questa incredibile settimana. Sebbene cotto,stracotto e scarico di batterie, certi momenti della vita sono insuperabili. Martedì è stata una giornata che non dimenticherò mai. Alle 15.00 ero a Le Trottoir di Milano insieme alla regista Elva e allo staff per strutturare, in poche ore, la registrazione del live di "Virgola, scrittori". E' stato adrenalinico, perchè ogni piccolo dettaglio è stato curato e studiato. Ho imparato tantissimo dall'esperienza dei cameramen e dei fonici, anche perchè uno dei problemi più grandi era l'amplificazione e la registrazione dei pezzi della band. Il tempo passava ed io cercavo di ripassare ogni parte del copione, mentre mi chiamavano in mille per capire gli orari della serata, cosa sarebbe avvenuti, gli ospiti cosa avrebbero dovuto fare. Insomma, siamo arrivati alle 19.00 con il marasma. Man mano arrivava il pubblico, gli scrittori, la truccatrice, i musicisti, Marta, Francesca, insomma, il mondo. Però era fantastico. Mi guardavo attorno e mi sentivo alle stelle. E' la prima volta che un progetto tutto mio (nostro, anzi, perchè l'ha voluto anche Marta) veniva realizzato con così tanta partecipazione e sostegno dalla tv. E tutti hanno collaborato con amore e passione. La produzione doveva essere a costo zero, ma la mia produttrice ha voluto ugualamente investire nella parte tecnica affidandomi una troupe straordinaria. Ad un certo punto era tutto pronto, e senza nemmeno avere il tempo di pensarci, Marta ed io eravamo al centro del palco con tre telecamere puntate addoss, mentre Elva faceva il conto alla rovescia. Un live di quasi un'ora...e tutto doveva andare liscio. AZIONE! E poi il resto è un piccolo miracolo. Non so cosa mi abbia preso, ma ad un certo punto mi sentivo sicuro, a mio agio, senza ombre, ed ho iniziato a condurre con Marta con confidenza. Non è una questione di bravura (questo lo devono dire gli spettatori), ma è una questione di passione e amore. In quell'istante ero fiero di realizzare un sogno grande. E' stato tutto fluido e positivo. La band dei New Martini è stata spaziale, ha suonato con energia i pezzi e il pubblico si è scatenato! Elisa Finocchiaro ha accettato di scrivere un racconto dal vivo nel corso di quell'ora, una prova del fuoco che ha superato brillantemente. Marco Missiroli e Matteo B.Bianchi sono stati gioviali e spontanei (Matteo mi ha anche portato, a sorpresa, il suo primissimo racconto pubblicato!) e poi c'è stata Francesca Leto, bellissima, che ha letto "L'amante" della Duras con grande trasporto. Il pubblico era vivace, attento, ci ha davvero aiutato a creare un'atmosfera viva. Quando il tutto è finito, mi sentivo felice come non mai. Non riuscivo a crederci! Mi avevano anche raggiunto i miei amiconi Andrea e Zaffa, con i quali ho brindato, insieme a Marta, Francesca, e a tutti gli altri. E' stata una serata meravigliosa che non dimenticherò mai. Settimana prossima si va in montaggio per editare la puntata e poi verrà mostrata al direttore di rete per avere l'ok e la sperata messa in onda. Speriamo bene!!! Ieri, invece, ho intervistato due miti della letteratura: Alain de Botton e il geniale Joe R. Lansdale. Sono stati davvero molto alla mano, rilassati, e mi hanno raccontato tutta l'emozione del loro percorso letterario. E' stato molto bello conoscere entrambi e chiacchierare, fuori dall'intervista, del più e del meno. Come sempre incontrare queste personalità mi sprona a migliorare come scrittore e voler scrivere libri migliori. Voglio avere la stessa loro luce negli occhi quando parlo di quello che scrivo.
Adesso corro dalle gemelline...devono vedere, prima o poi, la faccia dello zio:)
La presentazione di "Copri d'acqua" è stata una grande festa. Non soplo perchè c'era tanta gente, ma perchè, per la prima volta, ho conosciuto da vivo due scrittori eccezionali sia nella parola che nell'animo: Massimo Padua e Sacha Naspini. E' stata una bella emozione, perchè è da tempo che ci stimiamo e ci sentiamo tramite email, ma non ci eravamo mai incontrati. Sono due ragazzi incredibili, vitali e di un affetto sincero. E poi, insieme a noi, c'erano gli altri autori dell'antologia, come la talentuosa Marta Casarini, che ha debuttato con un racconto davvero accattivante, così come Luca Martini, Elisa Genghini (anche loro conosciuti tramite il web, ma mai di persona), Pierluigi Porozzi (che è uno spettatore di "Ti racconto un libro" e mi ha fatto piacere avere i suoi pareri) e tanti altri tra i quali anche il mitico Gianluca Morozzi, un esempio straordinario di modestia, simpatia, e grande talento. Inoltre mi è venuto a trovare Damiano, un carissimo amico che sta studiando per fare il traduttore nel mondo dell'editoria, ma che ha anche un passato da supercampione di Passaparola. Insomma, è stata una nuova occasione di trovare gente in gamba, appassionata come me, e di lavorare insieme per un nuovo progetto letterario come la Voras (un grazie particolare a Stefano Grugni, l'editore). Perciò, se volete leggere l'antologia, andate sul sito www.vorasedizioni.it e ordinatela. Ne vale la pena (escludendo il mio a priori, ci sono racconti davvero molto belli). Prima di proseguire questa domenica (ahimè, lavorando), un saluto al caro sindaco di Las Vegas edizioni che ieri ha presentato il suo nuomo romanzo!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao!
Potrebbe essere il titolo della mia vita di adesso, anche se lo trasformerei in "La stagione disumana". Ho appena accettato di lavorare al nuovo canale digitale di cinema Canale Cinema di Mediaset, e con questo sono spalmato su tutto il digitale (Mya, Joi e Iris). Non so come farò, sinceramente, a gestire il tempo per fare tutto. In parte è che adoro il cinema, argomento vitale quanto la letteratura e la musica, dall'altra è anche una questione di investire energie nei canali nuovi, con la prospettiva di un futuro roseo. Vogliamo poi parlare delle spese? Solo oggi mi sono arrivati il conto della riparazione del tetto, varie bollette, assicurazione, ed ho appena versato la rata del mutuo. Insomma, uno lavora tanto, ma poi si rende conto che i soldi non bastano mai!
"Le stagioni umane", invece è il titolo del mio nuovo racconto, che è stato pubblicato nell'antologia "Corpi d'acqua" della neo nata Voras Edizioni. Il libro esce questo sabato, 4 Aprile, e andrò ad Alfonsine, in provincia di Ravenna, per promuoverlo insieme all'editore e agli altri autori, tra i quali Gianluca Morozzi, Sacha Naspini e Massimo Padua (nell'antologia c'è anche il lasvegasiano Daniele Vecchiotti!) Saremo presenti, dalle 16 alle 18.30 circa, presso la galleria del Museo di Senio in piazza della Resistenza, 1. Sarà una festa per inaugurare la Voras edizioni (www.vorasedizioni.blogspot.com) e per raccontare questa nuova avventura letteraria. Naturalmente, chi fosse della zona, passi a trovarci!!!
Notte!
Otto ore di fila. L'ultimo capitolo. Non pensavo di riuscirci, ma la promessa è stata mantenuta.
Ho finito di scrivere il romanzo viennese.
Adesso arriva la fase più noiosa e pesante. La revisione.
E poi? E poi staremo a vedere.
Baci
Ieri è stata una giornata speciale. L'ultimo giorno di festeggiamenti l'ho trascorso in mezzo alla neve, che avrà causato i suoi bei guai, ma da noi ha creato un paesaggio magico ed un parco giochi naturale. Peter Pan come solo noi possiamo essere, mia cugina Dani Paolo, Andrea ed io ci siamo ritrovati nel mio vecchio paese dove c'è una collina. Lì, con il bob, abbiamo sfidato la velocità (ed un gruppo di adolescenti e bambini) volando sopra la neve e, spesso e volentieri, cadendoci dentro con la faccia. Naturalmente c'è stata anche la nostalgica battaglia con le palle di neve e corse dentro il bosco innevato. Cresceremo mai? Ben venga rimanere così, capaci ancora di gioire per una nevicata. Oggi, invece, ho ricominciato a lavorare, ma ancora da casa. Non è stata dura ricominciare, anche se sarà dura più avanti combinare impegni, lavoro, libro, vita privata etc...Ho ricominciato a scrivere i miei due libri, un pò a fatica. Bastano pochi giorni di vacanza per cancellare la memoria! Inoltre sono andato in palestra (violenza!) ed ho incominciato a mangiare in modo salutare (addio pandori e panettoni, è stato bello!) Domani tornerò a Cologno, nella speranza che il tragitto per arrivarci non sia faticoso!
In questo periodo ho letto due libri molto interessanti.
Uno è "I libri nella mia vita" di Henry Miller, saggio del grande autore del "Tropico del Cancro" che ha confidato ai lettori i libri che lo hanno accompagnato lungo il suo percorco di scrittore. Molto acuto e profondo.
L'altro è stato una scoperta importante: "Il mare" di John Banville. E' un romanzo potente, nel linguaggio e nella rappresentazione dell'amore e del dolore. E' da tanto tempo che volevo leggere questo romanzo, e l'ho fatto durante il viaggio in treno, all'andata. Ve lo consiglio caldamente: è magistrale. Infine ho comprato un libro preziosissimo, per l'infanzia. Negli Stati Uniti è un vero e proprio cult. Si tratta del libro illustrato "Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak. La storia, così come i disegni, sono incantati. Mi piace molto quando un libro non cerca di imbrogliare i bambini con storie vendibili e commerciali, ma entra nei loro cuori con storie forti, mettendoli a contatto con i problemi e le paure, con i loro mostri, appunto. Tra l'altro, alla fine dell'anno arriverà un film tratto dal libro diretto da Spike Jonze e sceneggiato da...Dave Eggers!!! Non vedo l'ora!!!


Insomma, grandi letture che spero mi diano l'energia per scrivere al meglio. Come sempre, il traguardo è l'eccellenza!
"Impronte di Pioggia" è nato con un'immagine. Un bambino che lascia le impronte sulla finestra mentre fuori piove. "Attraversami", come ho spesso raccontato, è nato mentre ero in metrò. Il nuovo romanzo che sto scrivendo, quello ambientato a Vienna, è nato per la volontà di dedicare un libro all'amicizia e a Vienna. Stasera, dopo aver scritto una nuova pagina di questo romanzo (non voglio sbilanciarmi, ma credo di essere a buon punto...), ho sentito l'urgenza di scrivere la prima pagina di una storia. Non so bene se diverrà un racconto o un romanzo, ma l'idea è nata l'altro giorno, quando ho chiuso la porta di casa per uscire ed andare al lavoro, e fuori era tutto coperto di neve. Un romanzo dickensiano? Di sicuro c'è un bel pò di spirito natalizio in questa nuova impresa. Ma siamo solo alla prima pagina. Ancora presto per dire se diverrò padre...in fondo, tra poche settimane potrei diventare papà per la terza volta...per ora una nascita cartacea in casa Mascheroni...speriamo che vi sia anche un battesimo editoriale:)
Notte...
Sono tornato da Roma domenica, eppure mi sento totalmente rinco come se non mi fossi ripreso dal fuso orario. Questo Autunno è molto frenetico, e porta con sè notizie buone e notizie cattive, eventi eccitanti e sconfitte morali. In sintesi: questa è la vita. Di eccitante c'è sicuramente la registrazione dell'ultima puntata di Operazione Soundwave. Con il team di Mtv sono andato a Roma a riprendere l'evento del Cocacola Live seguendo, per tutta la giornata di sabato, i vincitori del programma: Nena and the Superyeahs. Come l'anno scorso è stato molto impegnativo, ma l'atmosfera nel backstage dei grandi concerti è sempre elettrizzante. E' inoltre emozionante vedere i tuoi pupilli debuttare su un palco così importante, davanti a centinaia e centinaia di persone. Ho incontrato, inoltre, i vincitori dell'anno scorso, i Too Much Blond, ai quali sono affezionato. Insomma: è bello vedere che le band vincitrici meritano la vitoria anche dal punto di vista umano. Per cui, fatica a parte, ci siamo molto divertiti e ci siamo visti dal vivo John Legend e i mitici The Cure! Per me è stata una serata speciale perchè ho rivisto anche Luca e Daniela, due autori che avevano fatto con me scuola autori, nel 2000, e che stimo molto. E' stata una carrambata molto commovente. Domenica invece ho preso il treno prestissimo per andare al battesimo della figlia della mia amica e collega Barbara. Anche in quell'occasione ho rivisto molti miei colleghi, ed è stato bello (ho anche mangiato come un bue...) In questi due giorni il lavoro continua ad essere impegnativo, e le notti le passo a scrivere il romanzo "viennese" Ho inoltre una bella notizia. L'anno prossimo tornerò in libreria e in buona compagnia. Mi è stato richiesto un racconto per un'antologia di racconti con la quale debutterà la casa editrice Voras edizioni (www.vorasedizioni.blogspot.com) e oggi ho saputo che sarà pubblicato! Sono molto felice di questo, e soprattutto del fatto che, nell'antologia, ci saranno anche racconti di scrittori che stimo e che reputo amici, come Massimo Padua (che rigrazio moltissimo), Sacha Naspini e il grande Daniele Vecchiotti di Las Vegas! Sarà una bella avventura...e per fortuna, queste buone notizie mi fanno star meglio. In effetti, parlo con sincerità, il periodo non è rosa sotto altri punti di vista. Ultimamente sono a stecchetto nel senso che i pagamenti sono in ritardo (in tv si è arrivati a pagare le fatture ben 3 mesi dopo il lavoro...) e le tasse mi hanno mangiato vivo! Inoltre le bollette, l'auto, la benzina, il mutuo e tutte le altre spese mi hanno letteralmente prosciugato. Non che sia in rosso, però è la prima volta che ho avuto paura di quanto velocemente i soldi vengano risucchiati via...e non in vestiti, o feste, o shopping, ma dalla vita quotidiana...basta pensare che per andare al lavoro faccio il pieno di benzina quasi ogni 4 giorni, e il pieno è arrivato a circa 60 euro! Fate i conti...Non mi lamento, ma arrivare fine mese è sempre più dura, e visto l'andamento dell'economia....era così comodo il baratto.
Infine voglio abbracciare due mie care amiche, M. e M. Dietro queste iniziali ci sono due donne straordinarie e buone alle quali voglio molto bene, ma che stanno soffrendo molto. Generose, altruiste, gentili, adorabili...come può il destino riempire di dolore la loro esistenza? A volte è impossibile non incazzarsi pensando a quante persone disumane e crudeli abbiano tutto e non vengano punite, mentre persone buone come loro devono soffrire. Sarà banale dirlo, ma non è giusto...
Lo so, molti rimpiangeranno le vacanze e l'Estate -io per primo- ma da ieri sera c'è, nell'aria, il profumo magico dell'autunno. Ho sempre amato questa stagione. E' piena di promesse e di sogni. Mi fa sentire meravigliosamente bene. E devo dire che sto davvero bene. Ho passato uno splendido week end a Como, passeggiando lungo il lago, ho rivisto un mio carissimo amico e ci siamo fatti tantissime risate e al lavoro sta andando tutto bene. Sto continuando a scrivere il romanzo di Vienna, poco alla volta, nella speranza di avere ritmi più leggeri per poter scrivere di più. Spero che questo melanconico, ma sereno stato di grazia prosegua. Sono fiducioso e paziente.
Un abbraccio Chris
In questi giorni mi sento come se stessi partecipando ad un programma di riabilitazione. Appena mi alzo, mi concedo dieci minuti per sfogarmi o per concentrare tutto quello che, in questo periodo, mi sta rendendo triste. Poi mi alzo, faccio una doccia, e prometto a me stesso di fare del mio meglio. Anche se è tornata l'insonnia da due notti, sto affrontando tutto con la massima calma, cercando di ricordare a me stesso che la maggior parte dei problemi troveranno soluzione. Il primo è il tetto. E' una faccenda lunga e stressante, che condiziona molto il mio umore. Amo il mio appartamento. E' stata una delle conquiste più importanti della mia vita. Forse ci saranno dei costi alti, forse l'assicurazione del palazzo non riuscirà a coprire molto, ma ho deciso di voler andare avanti, a costo di lavorare il quadruplo. Il mio tetto verrà riparato, la mia casa sopravviverà a qualsiasi nuova tempesta. I soldi sono, di sicuro, una bella preoccupazione. Ma anche questo non mi deprime. Se ci sarà da tirare la cinghia, lo farò. Se ci sarà da lavorare il triplo, lo farò. Non ho paura. Il lavoro sta incominciando a pressare. Tre programmi che si intrecciano, e nelle prossime settimane tante registrazioni ed esterne. Ma anche questa fatica è ripagata dal gruppo di lavoro solidale e bello di MTV, e dai contenuti degli altri programmi. Le rubriche di libri che curo per Iris mi porteranno a Pordenone Legge, dove intervisterò molti scrittori che ammiro. Non vedo l'ora. E per quanto riguarda il mio libro, beh, ho deciso di proseguire quello ambientato a Vienna. E' il momento giusto per scriverlo. Ho ritrovato, tra l'altro, lo spirito combattivo, la voglia di diventare un grande scrittore. Per questo ho comprato tanti nuovi libri, e adesso mi sento carico. Sto inoltre studiando lo spagnolo e spero di approfondire le altre. E viaggiare. Viaggiare tanto.
Adesso torno a lavorare. Queste serate le sto passando davanti al computer, ma so che questi sforzi verranno ripagati. (a proposito, ho scoperto con gioia questo articolo:
http://quotidiano.liberta.it/giornale_articolo_ricerca.php?id_articolo=105202)
Anche se questo è un brutto periodo, non affonderò senza aver lottato con tutte le mie forze.
Il ritorno dalle vacanze è stato duro e riadattarsi alla quotidianità lo è ancora di più. Un bel f24 da pagare, due multe, il tempo instabile e una giornata già passata nella desertica Cologno Monzese. Per fortuna la mia compagnia è motivo di sollievo e sono già partiti gli aperitivi e le pizzate, come ieri sera. Sono però nero, con me stesso. E' da giorni che sto davanti al computer e non riesco a scrivere una sola riga. Niente! Crisi! Panico! Il perchè? Continuo a rileggere ciò che ho scritto e non riesco a decidermi quale romanzo portare avanti. Quello ambientato a Vienna o "Espen"? Al mare ho scritto alcune pagine del secondo, ma oggi ho rimesso le mani sulle prime pagine del romanzo viennese e sento un forte impulso di continuare a scriverlo. Tuttavia ho cambiato punto di vista e alcune frasi. Riuscirò a combinare qualcosa? O passeranno dieci anni prima del terzo romanzo? Che ansia! Intanto sto leggendo una raccolta di racconti in inglese, di Matthew Kneale, "Small crimes in an age of abundance" ed è fantastico! Anche io voglio essere così bravo!!!

Finalmente un giorno di stacco! Ho dormito come un ghiro, circa 10 ore! Era da tempo immemorabile che non mi godevo la quiete dell'appartamento. Ho lasciato porte e finestre aperte per fare entrare l'aria di primavera e mi sto bevendo un caffè americano. Cosa semplicissime, ma che oggi mi sembrano preziose. Forse perchè nelle ultime settimane non ho fatto altro che correre senza fermarmi. Soffermarsi è un bel regalo quando si è stanchi. E mi permette di tirare le somme su questo breve periodo intenso. Di sicuro sono soddisfatto. Il lavoro continua a darmi soddisfazioni. I piccoli programmi per i quali scrivo mi continuano a piacere, specie quello dei libri, che è stato riconfermato anche da settembre. Nel week end andrà in onda lo speciale sul festival, che è stato impegnativo, ma molto bello da fare. Inoltre "Attraversami" sta man mano comparendo sugli scaffali delle librerie. Ieri è comparso anche nella Mondadori di Mediaset, e ne sono molto felice (colleghi, siate generosi e magnanimi mi raccomando!!!!!!!!!) Sono felice per l'interesse di molte persone che mi stanno sostenendo e per le prime recensioni. Grazie! Sono sempre più contento di sentire vicini gli amici, quelli di sempre e quelli nuovi. E' un periodo in cui mi stanno dando tantissimo. L'amicizia continua ad essere il valore per me più importante della vita. E' amore allo stato puro. MI fa sentire vivo. Inoltre, ogni tanto, riesco ad andare in palestra e mi sto mantenendo abbastanza in forma. Dal momento in cui mi sono messo a dieta, ovvero ottobre dell'anno scorso, ho perso 8 kili e senza soffrire le pene dell'inferno. Anzi. Il mio cioccolato e il mio vinello non mancano. Quindi poche rinunce e più salute.
Quindi va tutto bene, no? Diciamo di sì, ma mi conosco molto bene. Il corpo mi sta dando qualche segnale di spossatezza e chiede una pausa. Anche la testa (o almeno l'atomo che gira nel mio cranio, tipo pubblicità dell'acqua) Ammetto che vorrei staccare, ma ora inizia la fase più attesa dell'anno. Ovvero promuovere "Attraversami", ad incominciare da Maggio. Si avvicina la fiera del libro e non vedo l'ora di rivedere Andrea e gli altri amici di Las Vegas. Ho pure comprato una giacca nuova (ancora adesso cerco di non pensare a quanto l'ho pagata o piango!)
L'unica nota è che non sono riuscito a scrivere molto. Questo è un vero peccato. Ma da settimana prossima dedicherò molto più tempo alla scrittura. In particolare a questo nuovo libro, che chiamerò, per ora, "The removal project". Fa molto film americano... come sono stupido! E' comunque un progetto intenso e che mi porterà a ristudiare la storia moderna e rileggere alcuni libri importanti. Non ho accantonato il progetto del libro ambientato a Vienna. Ha solo bisogno di una pausa, perchè è difficile separarmi dalle emozioni personali. Devo cercare equilibri stabili o potrei sbagliare tutto.
Nota musicale: sto ascoltando un pò di musica pop e R&B. recentemente ho acquistato il cd di Leona Lewis (formidabile) e...ok, lo ammetto, quello di "Step Up 2". E' più forte di me, ma mi piace un sacco!
Ok! That's all folks!
Un abbraccio Chris
Una delle parole che amo ripetermi più spesso è "eccellenza". Non nel senso clericale o nel senso di titolo, ma in quello più puro, che riguarda la qualità, il pregio, e soprattutto, l'unicità. Quando voglio ottenere da me stesso il meglio, il mio orizzonte diventa l'eccellenza. Non è la perfezione, perchè l'unicità, anche eccelsa e somma, può essere piena di difetti, ma tendere verso all'orizzonte, all'infinito. Inoltre, quando ho bisogno di punti di riferimento per trovare forza ed energia, cerco degli esempi di eccellenza, non di perfezione. Penso all'ambito della letteratura. Non esistono romanzi perfetti. La maggior parte, anzi, tende ad essere imperfetto perchè non piace a tutti, o perchè è al limite dell'accessibile (come l'Horcynus Orca di D'Arrigo: leggerlo è stata un'impresa epica per lingua e per lunghezza). Ma quando li leggo, vengo sopraffatto da un senso incredibile di estasi, meraviglia, e voglio anche io far parte di quelle persone che portano, nella vita degli altri, questa magistrale vocazione all'eccellenza. Naturalmente parlo di arte, in questo caso. Ieri, per esempio, sono stato colpito così tanto da un'artista da desiderare prepotentemente di scaturire dalle mie dita il meglio del meglio (specialmente in queste settimane, durante le quali il lavoro non mi permette di scrivere il mio terzo libro, ahimè). Ma non era l'arte di scrivere, bensì di recitare, e questo è bellissimo, perchè l'arte di eccellere ha proprietà traslative straordinarie
Come ogni domenica, i miei amici (Andre, Ale e Betty) sono piombati a casa mia ed hanno fatto okkupazione. Ormai è tradizione che, dopo aver loro preparato il caffè, imbottiti di cioccolatini e prenderci in giro per un pò, un bel pò (se mi vedete in pigiama, la domenica pomeriggio, non potreste fare altrimenti), ci si vede un film della mia videoteca. Ieri è toccato ad un film che mi ero perso al cinema: "La vie en rose". 
Premetto che, sulla vita di Edith Piaf, ne sapevo poco. La conoscevo musicalmente, ma non abbastanza. Dopo la marea di premi che ha ricevuto, ho acquistato il dvd quasi per rispetto, più che per interesse, anche perchè le biografie cinematografiche o sono fatte come Dio comanda o spengo subito la tv. Immaginatevi anche gli altri tre, che non stanno mai fermi, come i bambini (i cuscini del divano volano, ci si dà le botte, ci si lancia oggetti...ok, immaginatevi noi quattro....come piccole pesti). Ebbene, dopo le prime scene, regnava il silenzio. E man mano, la magia dell'eccellenza si è impossessata di noi. L'eccellenza dell'interprete, Marion Cotillard. "La vie en rose" è una biografia potente, affascinante, struggente, anche se imperfetta nella sua realizzazione, a volte didascalica. Ma ci sono delle scene che semplicemente ti farebbero ringraziare i fratelli Lumiere per tutta la vita. E c'è lei, questa attrice francese dai grandi occhi, che interpreta la Piaf dai vent'anni fino alla morte, trasformandosi nelle sue molteplici personalità. Un'emozione del genere te la possono dare solo i grandi attori, per prima Meryl Streep. Ma non è solo questo. Guardavo la Cotillard nel ruolo della Piaf e, ad un certo punto, lei non era altro che Edith Piaf. Punto e basta. L'eccellenza della recitazione. Dopo il film (e dopo altre botte, scherzi vari, un thè di pausa e altre manifestazioni infantili, ma preziose) mi sono messo davanti al computer e ho pensato a questa attrice, alla sua preparazione, all'amore per il ruolo, alla sua metamorfosi, rimembrando così altri ruoli, altre interpretazioni (come quella di Philip Seymour Hoffman in Capote) ed ho pensato agli scrittori che sono capaci di svanire dietro un romanzo, trasportando il lettore in una realtà fatta di inchiostro, ma anche del tessuto della vita stessa. Io vorrei essere come loro. Scrivere così bene da potermi liquefare nell'inchiostro dei miei libri e donare ai lettori un mondo a parte. O emozioni. Questo, per me, sarebbe il passo verso l'eccellenza artistica. E solo l'idea di potercela fare, mi sprona a non pensare alla scrittura come ad una passione, ma come ad un ruolo importante, che necessita di talento naturale, ma anche di tantissimo studio, disciplina, caparbietà, volontà.
Sono fortunato. In questo periodo di persone che mi spingono ad eccellere ce ne sono molte, perchè la loro bravura, il loro talento, oltre che la loro umanità, mi stanno dando molto e stanno tracciando nuovi orizzonti.
Sto cercando di scrivere. Cercando. Tutto il giorno mi arrovello sulle parole. Non escono oggi. Sono fermo, con il protagonista, sul ciglio di una strada, in piena periferia, a Vienna. Il mio personaggio non riesce a muoversi, non ho voce per chiamarlo. E così, oggi, rimane intrappolato in poche parole, in brevi frasi. E tutto ciò mi fa soffrire, perchè dovrebbe sgorgare come un fiume in piena. Ed invece mi sono sentito in trappola. Pochi minuti fa, ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato la colonna sonora di un film che ho visto ieri, "August Rush, la musica nel cuore". E' un film che mi ha dilaniato. Molti lo troveranno una fiaba, un bel racconto, magari sdolcinato, giusto per Natale. Io l'ho trovato una metafora sublime. La musica nel cuore di un orfano la cui potenza richiama i suoi genitori, padre cantante rock e madre violoncellista. Potrei scrivere ore sulla bravura del bambino Freddie Highmore ("Finding Neverland") o sull'intensità di Jonathan Rhys Meyers (che canta benissimo) e quella di Keri Russell ("Felicity"), più che mai attrice che venero, capace di rapirti con un solo respiro. Ma è la musica che pervade questo film che ti rapisce e che, stanotte, mi porta con sè verso Vienna. E solo ora sono riuscito, grazie al potere evocativo della musica, a ricondurre il mio protagonista verso un nuovo inizio, ed ora può tornare a vivere la sua storia. Eppure mi sento intrappolato in un'emozione troppo forte. Vorrei che il richiamo della parola, della letteratura, se posso osare, fosse istintivo, naturale. Invece mi ritrovo perduto, a cercare suoni, note, musica che non trovo, e mi dispero. Poi, grazie ad un ricordo, ad una canzone, ad uno sguardo che arriva dal cinema, ecco l'opportunità di riappropriarmi di una dimensione mia. Ecco la possibilità di tornare a scrivere senza guardarmi intorno e confrontarmi. Ma mi chiedo sempre se quello che sento, oltre ad essere passione, sia anche richiamo, sia istinto, sia dono. Perchè a volte mi sento come se tendessi a un'orizzonte che non mi è permesso raggiungere, o che, semplicemente, ho immaginato di poter raggiungere.
Però credo. Credo nel potere di quella musica che lega tutti noi che sono stati accompagnati dai libri e che ora, per gratitudine, ricambiano, con nuovi libri. Spero che "Attraversami" e questo che sto scrivendo suonino come un ringraziamento a quello che la parola scritta mi ha dato. Spero sempre che, ciò che sto scrivendo, sia ascoltato come una musica e un giorno possa essere, anche solo per un breve momento, fischiettata.


P.S. Elucubrazioni da pazzo instabile a parte, andate a vedere "August Rush" e lasciatevi incantare.
Sono sempre più sorpreso e contento di quanto Myspace sia uno strumento di comunicazione affascinante e utile. In questi pochi giorni ho potuto conoscere nuove persone con passioni affine alle mie, e ho potuto scambiare quattro chiacchere con personalità che stimo moltissimo, una delle quali è lo scrittore Jose Luis Peixoto, l'erede di Saramago, i cui libri sono nella top ten della mia personale classifica. E' stato inebriante poter scrivere e vedersi rispondere da uno scrittore di così grande talento.
E poi ho ritrovato vecchie conoscenze, oltre a Linda e Dominique. Perciò, venitemi a trovare, sono su myspace.com/christianmascheroni! Intanto prosegue la scrittura del nuovo romanzo. Non che riesca ad andare avanti velocemente, anzi. Sono a pagina quattro. Una pagina al giorno. Questo non perchè mi sia prefissato di scriverne una sola al giorno, ma è talmente importante questo libro che soffro per ogni parola. E poi non riesco a scrivere ore e ore. Appena finisco una frase o un paragrafo, prendo una lunga pausa. E' tutto molto strano. Sono solo all'inizio, ma mi sembra di gestire un rapporto sentimentale con queste pagine. Sono matto. Comunque sono felice di aver ripreso a scrivere. Naturalmente ho sempre le mie canzoni, che accompagnano la mia scrittura. E come molti sanno sono spesso tristerrime....Queste sono, per esempio, dieci canzoni che mi hanno accompagnato in questi giorni di scrittura:
HERE COMES THE FLOOD di Peter Gabriel
COLOR OF THE NIGHT di Lauren Christy
YOUR SONG di Elton John
WE HAVEN'T TURNED AROUND dei Gomez
I WON'T HOLD YOU BACK dei Toto
SOUND OF SILENCE di Simon e Garfunkel
ROMANTIC WORLD di Dana Dawson
NEW DAY di Kate Havnevik
MAD WORLD di Gary Jules
BETTE DAVIS EYES cantata da Gwyneth Paltrow (dal film DUETS)

Oggi sono a casa a lavorare e cercherò di dedicare un pò più di tempo a scrivere. Intanto l'aria di Natale si fa già sentire e sto facendo una lunga lista di preparativi. Ciao!
PS: Un saluto personale ad Annalisa e Laurina, le mie "stellasse"....